Francesco Libetta

 

FRANCESCO LIBETTA

Musicista liberamente distante da molte convenzioni del commercio musicale e insieme apprezzatissimo dalla critica musicale,  in trenta anni di carriera Francesco Libetta è stato ascoltato nelle sale europee, americane e asiatiche come pianista, direttore e compositore. 

Fin dagli esordi  gli è stata riconosciuta una tecnica strumentale straordinaria. Aldo Ciccolini dichiarò che a vent’anni Libetta era: «il più dotato strumentista della sua generazione». 

Libetta ha poi elaborato un peculiare stile che ha fatto scrivere a M. Gurewitsch sul New York Times: «un poeta aristocratico della tastiera con il profilo e il portamento di un Principe rinascimentale»; O. Bellamy su Le Monde de la Musique dichiara: «Francesco Libetta appartiene al novero dei grandi Signori del pianoforte.  E’ erede di Moritz Rosenthal, di Busoni e di Godowsky». 

Libetta ha studiato Composizione e Orchestrazione con G. Marinuzzi e J. Castérède. Il catalogo di opere eseguite e registrate comprende musica per il teatro e per il cinema, con elettronica, acusmatica, cameristica, orchestrale, per strumento solista e orchestra. 

Come direttore ha presto debuttato dirigendo la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli e i Filarmonici di Verona; negli anni ha diretto  repertorio sinfonico, operistico  e da balletto . 

Libetta ha  allargato il suo repertorio al pianoforte fino a includere frequenti esecuzioni di musiche rinascimentali, come Gesualdo e Trabaci, e condurre una intensa attività nel mondo della musica contemporanea. Già nel 1993 Libetta aveva eseguito L’Escalier du diable di Gyorgy Ligeti, il quale definì quella esecuzione «absolutely gorgeous». Ha registrato numerosi brani di F. d’Avalos, il quale gli ha dedicato tutte le sue opere per pianoforte solo. C. Ambrosini lo ha voluto solista nella prima esecuzione di Plurimo; ha partecipato alla prima esecuzione di entrambi i Concerti per pianoforte di Franco Oppo.

Ha collaborato con violinisti (I. Haendel, M. Quarta, G. Angeleri); danzatori e compagnie di balletto (da C. Fracci al Balletto del Sud); cantanti .

Il dvd del regista B. Monsaingeon con un recital pianistico filmato durante il Festival della Roque d’Anthéron ha avuto le massime segnalazioni da tutte le riviste francesi di critica discografica (Diapason d’Or, Choc de Le Monde de la Musique, Raccomandé par Classique). Il cofanetto che l’etichetta americana Marston ha dedicato ai grandi interpreti storici di Chopin comprende registrazioni da Pabst (nel 1895) a Rachmaninov, Bartok, Cortot, Rubinstein, Horowitz, fino a un Notturno eseguito nel 2003 da Libetta. 

L’opera teatrale Ottocento – Il Martirio di Otranto, eseguita in “prima” nel Castello Aragonese di Otranto nell’Agosto 2009 con la regia e le coreografie di F. Franzutti, è stata poi replicata nell’Auditorium di Santa Cecilia alla Conciliazione in Roma nel Gennaio 2010. 

Definito  «un genio del pianoforte quale non se ne vedono più» da O. Bellamy su Le Monde de la Musiquee «il più grande pianista vivente» da P. Isotta nel suo libro Altri canti di Marte (Marsilio 2015), Francesco Libetta tiene dei corsi annuali di pianoforte per concertisti presso l’accademia SIMA di Lecce; è stato per quindici anni titolare della cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce, dove risiede. È invitato da concorsi internazionali come presidente di giuria o in commissione (Porrino di Cagliari, BNDES di Rio de Janeiro, Busoni di Bolzano, Premio Venezia, Horowitz, di Kiev, etc) a tenere lezioni, conferenze e masterclass presso istituzioni italiane  ed estere . 

Ha fondato ed è direttore Artistico del Piano Festival di Miami in Lecce. E’ stato per oltre dieci anni direttore artistico delle manifestazioni annuali in Val di Rabbi, in memoria di Arturo Benedetti Michelangeli

Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su argomenti di storia ed estetica musicale e 

ha fondato la casa discografica Nireo, con cui realizza nuove produzioni e progetti culturali storici .