Francesco Libetta

 

 

2020

 

FRANCESCO LIBETTA

 

Francesco Libetta è, per il New York Times, «aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale (M. Gurewitsch); su Le Monde de la Musique O. Bellamy dichiara: «Libetta è l’erede dei Rosenthal, dei Busoni e dei Godowsky»; F. M. Colombo sul Corriere della Sera scrisse di « uno spolvero di signorilità […] che credevamo perduto negli archivi dell’interpretazione pianistica». Per La Tribune de Genève (L. Sabbatini) è «figure-culte». Aldo Ciccolini scrisse di Libetta: “il più dotato strumentista della sua generazione”. Francesco d’Avalos gli ha dedicato tutti i suoi pezzi per pianoforte solo. Paolo Isotta lo ha definito «profondo musicista e un pianista di cultura» per «una libertà insieme e autorità pianistica che lo fanno senza confronti al mondo» (Corriere della Sera) e «il più grande pianista vivente»(in Altri canti di Marte, Marsilio 2015).

Ha realizzato integrali di Beethoven (le trentadue Sonate), Händel. Chopin, Godowsky (i 53 Studi sugli Studi di Chopin).

Ha studiato Composizione con G. Marinuzzi a Roma e J. Castérède a Parigi. Ha scritto per il teatro e per il cinema, acusmatica, cameristica, orchestrale. «Libetta compositore è poeta doctus» (P. Isotta sul Corriere della Sera). La sua opera “L’Assedio di Otranto”, messa in scena in Puglia e a Roma, è stata da poco pubblicata in cd.

Avviato alla direzione d’orchestra da A. M. Giuri e G. Zampieri, ha diretto repertorio sinfonico, operistico (Don Giovanni) e da balletto (Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata, Carmen – con il Balletto del Sud). 

Sue registrazioni hanno ricevuto il Diapason d’Or, Choc de Le Monde de la Musique, Raccomandé par Classique.

È invitato da concorsi internazionali come presidente di giuria o in commissione (Porrino di Cagliari, BNDES di Rio de Janeiro, Busoni di Bolzano, Premio Venezia, Horowitz di Kiev, Livorno Piano Competition, etc).

Ha pubblicato saggi su storia ed estetica musicale; ricostruzioni di Madrigali; scritti sulla vita operistica nel meridione d’Italia nel Settecento e nell’Ottocento. Il suo libro “Musicista in pochi decenni” è stato recentemente pubblicato da Zecchini; nella recensione apparsa sulla rivista MUSICA, M. Chiodetti ha scritto: «uomo di cultura enciclopedica, che dispensa senza sforzo alcuno, ma anzi con sommo divertimento suo e di chi legge. Un perfetto gentiluomo del sud, con ottime letture alle spalle e inesausta curiosità».

Ha collaborato con violinisti (I. Haendel, A. Pritchin, M. Quarta, G. Angeleri); danzatori e compagnie di balletto (da C. Fracci a G. Galimberti, al Balletto del Sud); cantanti (A. C. Antonacci, E. Palacio).

Ha fondato e organizzato per molti anni il Festival di Miami a Lecce. Ha fondato l’Associazione Nireo, attiva anche come casa discografica, con cui ha realizzato nuove produzioni e progetti culturali storici (tra cui la raccolta di 31 dischi con tutte le registrazioni di T. Schipa).